Avevamo già accennato allo spettacolo costantemente ed entusiasticamente offerto dalla celebrata e possente tifoseria giallorossa che, come in altri derby, ha espresso l’amore per la Roma in maniera così ben organizzata e dalle coreografie inimitabili tanto da scoraggiare ogni minima iniziativa da parte della timida e spaurita tifoseria avversaria. Non si vince solo sul campo, anche sugli spalti. Lo spettacolo rappresentato dai nostri giocatori in campo, a seguito dell’attenta ed appassionata regia del professore Gian Piero Gasperini, è apparso una specie di concerto musicale che, avviatosi con note appena sussurrate, è andato sempre più crescendo andando ad irretire i nervosi giocatori dell’altra squadra, concedendo loro solo qualche reazione allo stordimento subito dai due possenti acuti emessi dal romanico Gianluca Mancini che, con quella sua prima corsa lunga oltre il campo, è andato a raccogliere l’amorevole e commovente ovazione della “leggendaria” Curva Sud. È, solo ed unicamente, roba da romanisti di pura e nobile piazza giallorossa. Dopo la enorme e meravigliosa prova di determinazione e volontà di vittoria nell’incontro con il Parma, per vincere il derby non è stato necessario mettere in atto azioni quasi eroiche; eravamo padroni sul campo e sugli spalti, quindi il successo doveva essere solo nostro. Così è stato!!
Senza voler avviare inutili polemiche ho notato, essendo ormai un tifoso quasi totalmente televisivo, che i commentatori tecnici ed i cronisti narrano gli incontri della Roma come se gli avversari fossero simili al Barcellona o il Real Madrid; ogni loro giocata sembra una magia ed ogni tiro in porta appare imparabile. Confesso anche di essere un tifoso permaloso che non chiede complimenti inutili per la Roma, ma l’esaltazione degli avversari è veramente fuori luogo come se costoro si augurassero il successo altrui. Dovrebbero tenere presente che anche in televisione le partite le seguiamo e riusciamo, molto bene, a valutare le giocate di tutti gli atleti in campo.
Non è certo colpa nostra se loro non sono nati a Roma e tifano per altre squadre. Comunque ed in ogni caso viva il gioco del calcio, lo sport in genere ed il tennis da Adriano Panatta a Jannik Sinner in particolare – grazie, immensamente grazie –.
Buona Roma a tutti i tifosi che, da sempre, emettono acuti terrificanti per gli avversari.
Dario ’40