Immenso amore per la Roma. “Gli album delle figurine”

di Dario ’40
“Tutto può cambiare: la fede per la Roma mai”

Prosegue il racconto di questa storia, iniziata nel 1940, sempre al fianco della nostra Roma. Se vi siete persi la premessa potete leggerla qui: https://www.carlozampa.app/read/immenso-amore-per-la-roma/26480



Dario, alla scuola elemnentare, aveva già deciso di tifare per la Roma e si sentiva pronto ad entrare nelle discussioni con i compagni ma non avrebbe mai voluto essere deriso o smentito nelle sue difese per l’amata squadra.

Ogni domenica sera chiedeva a suo padre, Pietro, i risultati degli incontri del campionato di calcio; in più di qualche occasione Pietro gli consigliava di evitare diatribe verbali perchè la Roma aveva perso o solo pareggiato.

Dario avvertiva una sensazione sgradevole associata ad un senso di colpa come se di quelle vittorie ne fosse lui responsabile; aveva abbracciato la fede giallorossa forse con poca convinzione oppure non era tanto profonda da essere premiata con una vittoria?

Il lunedì ascoltava le vocianti affermazioni degli altri bambini tifosi; pensava che tutti avessero ragioni di esporre per le prestazioni della loro squadra. Nessuno mai nominava la Roma…. Quindi Dario pensava, ricordando l’esempio del padre: “Ma questi sono tutti nati a Latina? Allora sono della Lazio. Ma in che scuola sono capitato?!”. E quel brivido di freddo tornò a scorrergli lungo la schiena.

Aveva notato che quei bambini si scambiavano le figurine dei calciatori e disservatano sui loro valori in relazione all’immagine. Più che una collezione sembravano davanti ad un’asta di gioielli, chi aveva un doppione raro era pronto a cederlo in cambio di almeno cinque figurine di quelle a lui mancanti. Un vero mercato delle immagini.

Anche Dario volle il suol album però con chi scambiare i doppioni della Roma? Ma proprio con nessuno, li avrebbe tenuti tutti per sè!!!

Si fece accompagnare dal giornalaio e comprò due album di figurine e non solo uno… “Ma perchè due?”, chiese la mamma ma Dario aveva un suo progetto che, al momento, non volle svelare ma solo realizzare.

Dario notò, in base ai racconti del suo papà, che anche a Torino succedeva un qualcosa di particolare: una squadra aveva il nome della città ed una un nome che non aveva nulla a che fare con la regione, come invece successo per i tifosi della Lazio. La squadra di calcio della città vantava una tifoseria appassionata e sanguigna ma inferiore, in quantità, a quella della Juventus.

Forse i tifosi dei bianconeri erano nati, per la maggior parte, in provincia (come papà Pietro) ed allora tutto tornava? Ma anche dei nativi di Torino tenevano per la Juve e questo non era dovuto al luogo di nascita ma al fatto che la proprietà di quella squadra fosse della grande industria automobilistica torinese.

Allora sembrava che il maggior requisito per essere assunti fosse tifare per i bianconeri… Pensieri di un bambino.

Dario aveva accomunato la Roma con il Torino in virtù non dell’amore ma in qualità di combattenti contro l’egemonia di quella nobiltà che, superbamente, si attribuivano le altre squadre.

Quindi due album: uno per la Roma, uno per il Torino!

Quando, nel 1949, quel grande squadrone che era il Torino subì il mortale incidente aereo sulla collina di Superga, tutto il mondo sportivo ne pianse la scomparsa.

Il dolore avvinse Dario che non sapeva capacitarsi dell’accaduto e fu lieto di aver preso e collezionato le figurine che divenirono sempre più rare e preziose. I suoi doppioni li avrebbe consevati e custoditi con la stessa cura ed affetto riservato a quelli della Roma.

Sia pure in modo differente aveva amato anche il Torino ed avrebbe mantenuto una forma di rispetto e simpatia per quella squadra salvo quando, ovviamente, incontrava la Roma.

Prossimo capitolo “Lo Stadio Torino”.

Buona Roma a tutti i Romanisti.

Dario ’40


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