Ho volutamente atteso le partite di fine anno ed inizio del nuovo perché, a mio modesto parere sentimentale contenevano, nel loro insieme, una quantità di flussi affettivi colmi di romanticismo ma anche rimpianti ed un tragico ricordo sportivo che mai dimenticheremo come tifosi romanisti.
La partita vittoriosa con il Genoa ci ha consentito di avanzare nella classifica con un magone dovuto alla presenza nella panchina avversaria di un Signore, anche lui visibilmente emozionato, che ha sempre infiammato i nostri colori ed elevato al massimo la nostra fede calcistica; tifoso anche lui, che mai dimenticheremo e sempre, anche come avversario amato, accoglieremo con rispetto e devozione per quello che ci ha donato con entusiasmo e fede nei colori giallo e rosso.
Probabilmente, nella negativa trasferta di Bergamo, anche il nostro tecnico attuale, è stato accolto con la stessa nostra devozione, spontaneamente mostrata, verso il sempre e comunque ammirevole nostro grande Daniele De Rossi; comunque se il prof. Gasperini sia stato accolto a Bergamo con più o meno affetto e riconoscenza da parte dei tifosi, la cosa ci è assolutamente indifferente.
Tuttavia, visto che siamo ancora in cerca di un attaccante di ruolo, mi chiedo: ma il giocatore dell’Atalanta, quell’aitante, combattivo e forte giovane Scamacca, visto che proveniva da Roma, perché non è stato trattenuto con noi?
La terza partita, cui ho fatto riferimento, è quella con il Lecce alla quale, da tanti anni e malgrado indossi i nostri stessi colori, guardiamo sempre con sospetto e con voracità di vittoria, in quanto, disputando una partita “alla morte” ed anche per nostra superficialità e supponenza suicida, ci ha impedito di vincere uno scudetto a beneficio di quella compagine a strisce tristi.
Un vero giorno di tragedia per noi che, malgrado il lungo tempo trascorso, ancora mantiene i propositi di vendetta sportiva verso quella squadra.
Malgrado gli infortuni, le squalifiche, le poche reti segnate e le tradizionali sviste arbitrali e del var, la Roma naviga sempre nella zona alta della classifica… a chi va attribuito il merito? Naturalmente al Prof. Gasperini che ha trasfuso la sua sapienza tecnica, agonistica, caratteriale a tutti i giocatori riuscendo, in tal modo, a trasformarne alcuni in veri campioni aumentando, con i suoi modi saggi, passionali, autoritari e paterni, la loro indispensabile e corroborante autostima.
Vorrei, chiedendo scusa ai lettori, citare un personale aneddoto riguardante il nome: Gasperino. Tutti conosciamo quel carbonaro del meraviglioso film “Il Marchese del Grillo” ebbene, forse qualche ultraottantenne come il sottoscritto, ricorderà le partite disputate dalla Roma nello stadio “Torino”.
Poi ristrutturato, rimodernato e denominato Flaminio”, dove, nella tribuna paragonabile alla “Tevere” si aggirava un signore dai capelli bianchi e con voce squillante, annunciava la sua presenza gridando: “signori, ecco gasperino il tabaccaio, tre caramelle di menta dieci lire”.
Era un personaggio tipico, simpatico e gioviale che vendeva le sigarette non a pacchetti, ma prevalentemente sfuse.
Quando la Roma faceva un goal lui urlava la sua gioia con tutta la potenza della voce.
Un personaggio chiamato Gasperino o Gasperini doveva, necessariamente, entrare nella nostra storia.
Buona Roma a tutti i Romanisti.
Dario ’40