C’era una volta la Rometta

Ai tempi de Ginulfi e de Scaratti,
‘sta cosa penso già d’avella detta,
erano tanti i sogni e pochi i fatti.
Pe’ questo ce chiamaveno “Rometta”.

Ce compravamo quarche vecchia gloria
ormai spompata e già mezza in pensione,
se pareggiavi era ‘na vittoria
e se campava sempre de illusione.

L’Olimpico però era sempre in festa,
er tifo era sincero e appassionato.
Nun c’era tanta nebbia nella testa
a rende tutto così complicato.

Nun dico fosse mejo, certamente.
De bono c’era ch’ero ‘na creatura…
È che ‘n capisco come a certa gente
je roda sempre er culo, de natura.

Avesse visto come ho visto io
giocà co’ quella maja certi cani,
dico che mo ringrazierebbe Dio
invece da insultà l’Americani.

 

by Marazico

1 commento

  • Marazico ha detto:

    Una doverosa precisazione: i ‘cani’ cui faccio riferimento non sono nè ‘core matto’ Ginulfi (grande portiere della mia prima Roma), nè tantomeno Scaratti che stà lì solo per agevolare la rima.
    Guai a chi me li tocca.
    I ‘cani’ (brutto termine ma anche questo funzionale alla rima…) che intorno a quegli anni hanno vestito la nostra maglia sono ben altri.

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